Saluto del Ex-parroco don Valerio Casula Guarda tutte le notizie »

Nada te turbe, nade te espante

 

Carissimi e amati miei ex parrocchiani,

avrei voluto salutarvi ad uno ad uno come sempre ho fatto ogni domenica nell’accogliervi alla Santa Messa.

Ora mi sento come il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach che voleva volare in alto nel cielo liberamente, perché Cristo ci rende liberi, ma mi sono state tarpate le ali e non mi è stato reso possibile continuare a volare con voi nel meraviglioso cielo di Dio e della Chiesa Cattolica.

Nella storia del popolo ebraico, anche oggi, la memoria, il ricordare è molto importante. Si può dire che la loro fede è basata sulla memoria.

Che cosa deve ricordare un ebreo? Tutte le volte che Dio è intervenuto per aiutarlo e raggiungere la Terra Promessa.

Anche il nostro celebrare insieme la Santa Messa è stato un ricordare la passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo. Ma è stato un ricordare che si è fatta presenza attiva e che ci univa sempre di più in Lui.

La nostra vita è un ri-cor-dare (ridare il cuore) e per questo il cristiano è colui che vive con una mano tesa al passato, con i piedi ben saldi nel presente ma con l’altra mano tesa al futuro.

In questo momento particolare, voglio ricordare il mio primo predecessore Don Antonio Mattalia che col suo carattere forte e tenace, adatto alla durezza della realtà degli inizi, ha saputo con orgoglio creare questa Comunità e aiutarla a crescere.

Voglio anche ringraziare Don Domenico (Mimmo) Fasciano, che ha perfezionato il lavoro di Don Antonio creando questo clima di Chiesa e di famiglia.

Io ho cercato di continuare a farci ricordare le meraviglie del nostro essere cristiani, dando il primo posto a Cristo affinché sia Lui il punto su cui ruota la vita della Comunità: questa vita alimentata dall’Eucaristia, dalla preghiera e da un salutare clima di famiglia.

Ho dato l’importanza principale alla catechesi, alla pastorale dei malati, alle famiglie in difficoltà, ai rifugiati e a tutte le persone che volevano anche solo parlare con me in cerca di consolazione e della confessione.

Ho solo cercato di comunicarvi la mia gioia di credere in Cristo che è stato l’unico che l’ha riempita di tante consolazioni e di qualche sofferenza, ma vi assicuro che le gioie erano di gran lunga più numerose.

Il Signore faccia piovere su di voi le sue abbondanti benedizioni, assicurandovi sempre di ricordarvi nella Santa Messa.

Bos saludo dae su profundu de su coro.

Grato a Dio e la Madonna

Pentecoste 2019

Don Valerio Casula