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Catechismo della Chiesa Cattolica

I Comandamenti. 1. Introduzione: Il desiderio di una vita piena

   La sfida di ogni esistenza, anche la nostra è il desiderio di una vita piena, infinita. Ma come fare per arrivarci? Quale sentiero percorrere? Vivere per davvero, vivere un’esistenza nobile… Quanti giovani cercano di “vivere” e poi si distruggono andando dietro a cose effimere.

   Alcuni pensano che sia meglio spegnere questo impulso - l’impulso di vivere - perché pericoloso.

   Il nostro peggior nemico non sono   problemi concreti, per quanto seri e drammatici: il pericolo più grande della vita è un cattivo spirito di adattamento che non è mitezza o umiltà, ma mediocrità, pusillanimità.

   Un giovane mediocre è un giovane con futuro o no? No! Rimane lì, non cresce, non avrà successo. La mediocrità o la pusillanimità.

   Quei giovani che hanno paura di tutto: “No, io sono così …”. Questi giovani non andranno avanti.

   Mitezza, forza e niente pusillanimità, niente mediocrità. Il Beato Pier Giorgio Frassati – che era un giovane - diceva che bisogna vivere, non vivacchiare.

   I mediocri vivacchiano. Vivere con la forza della vita. Bisogna chiedere al Padre celeste per i giovani di oggi il dono della sana inquietudine.

   In ogni famiglia, quando si vede un giovane che è seduto tutta la giornata, a volte mamma e papà pensano: “Ma questo è malato, ha qualcosa”, e lo portano dal medico.

   La vita del giovane è andare avanti, essere inquieto, la sana inquietudine, la capacità di non accontentarsi di una vita senza bellezza, senza colore.

   Se i giovani non saranno affamati di vita autentica, dove andrà l’umanità? Dove andrà l’umanità con giovani quieti e non inquieti?

   Come si trova la vita, la vita in abbondanza, la felicità? Gesù risponde: «Tu conosci i comandamenti».

   Quando si inizia ad accettare i propri limiti si diventa adulti e quando ci si relativizza e si prende coscienza di quello che manca.

   Com’è bello essere uomini e donne! Com’è preziosa la nostra esistenza! Eppure, c’è una verità che nella storia degli ultimi secoli l’uomo ha spesso rifiutato, con tragiche conseguenze: la verità dei suoi limiti.

   Gesù, nel Vangelo, dice qualcosa che ci può aiutare: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento» (Mt 5,17).

   Il Signore Gesù regala il compimento, è venuto per questo. Gesù non offre surrogati, ma vita vera, amore vero, ricchezza vera!

   Come potranno i giovani seguirci nella fede se non ci vedono scegliere l’originale, se ci vedono assuefatti alle mezze misure?

   È brutto trovare cristiani di mezza misura, cristiani “nani”; crescono fino ad una certa statura e poi no; cristiani con il cuore rimpicciolito, chiuso. È brutto trovare questo.

   Ci vuole l’esempio di qualcuno che mi invita a un “oltre”, a un “ di più ”, a crescere un po’. Sant’Ignazio lo chiamava il “magis”, «il fuoco, il fervore dell’azione, che scuote gli assonnati».

   La strada di quel che manca passa per quel che c’è. Gesù non è venuto per abolire la Legge o i Profeti ma per dare compimento.

   Dobbiamo partire dalla realtà per fare il salto in “quel che manca”. Dobbiamo scrutare l’ordinario per aprirci allo straordinario.

   In queste catechesi prenderemo le due tavole di Mosè da cristiani, tenendoci per mano a Gesù, per passare dalle illusioni della giovinezza al tesoro che è nel cielo, camminando dietro di Lui.

   Scopriremo, in ognuna di quelle leggi, antiche e sapienti, la porta aperta dal Padre che è nei cieli perché il Signore Gesù, che l’ha varcata, ci conduca nella vita vera. La sua vita. La vita dei figli di Dio.

Cfr.: Papa Francesco, 13 giugno 2018

Don Valerio